UNA TRISTE VICENDA INDUSTRIALE NUORESE

UNA TRISTE VICENDA INDUSTRIALE NUORESE

IDEA MOTORE SPA

scritto da Gianni Nachira il 16-03-2016 20:27

Lo stabilimento della IDEA MOTORE SpA

Lo stabilimento della IDEA MOTORE SpA

TRA LE TRISTI VICENDE INDUSTRIALI DELLA SARDEGNA C’E’ ANCHE QUESTA.
IDEA MOTORE SpA oggi di proprietà di una multinazionale Giapponese.
Un progetto che nasce nel lontano (si fa per dire) 1998 e che in pochi anni ha conosciuto la dolce-amara esperienza del fallimento. 
Dolce esperienza, perché a fallire è la SpA (e non il responsabile del fallimento); Amara, perché un centinaio di operai nuoresi hanno perduto il posto di lavoro.
Ho provato a fare una ricerca e scopro che Idea motore esisteva già a Brescia: Una Srl che, come tante, i furbetti mettono su, per utilizzarle laddove c’è la possibilità di renderle operative.
Infatti, se andiamo a visionare sito web scopriamo che AM ITALIA Srl 
( http://www.amitalia.eu/it/L´AZIENDA.html ) è questa, che così si proietta nel mercato: 

Da un’approfondita analisi e valutazione tecnologica-produttiva del mercato dei motori elettrici nasce il progetto industriale di AM ITALIA.
Tecnologie di ultima generazione, personale specializzato, esperienze approfondite dei soci e del management hanno consentito la realizzazione di un´avanzatissima unità produttiva in grado di soddisfare le richieste di un settore sempre più complesso e che, per questo motivo, necessita di garanzie, di affidabilità e di qualità delle forniture. 

L´organizzazione produttiva, i laboratori di ricerca e di collaudo e tutte le fasi di stoccaggio e di spedizione sono concentrati nello stabilimento di Nuoro; mentre le fasi gestionale, commerciale ed amministrativo sono situate negli uffici di uno dei più prestigiosi palazzi di Brescia.

Ovvero, una Srl nata a posteriori per acquisire in affitto il capannone e i macchinari della compianta IDEA MOTORE SpA (stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa).
Quello che sorprende è soprattutto un fatto: I dirigenti (o amministratori, o in gergo i proprietari), fanno sempre capo al casato Tancredi, fondatore della fallita Idea Motore SpA. Dei Tancredi è anche la Srl locataria (AM ITALIA Srl).
Qui, gatta ci cova e, si sa, la Sardegna, come al solito mostra di essere il luogo ideale per far sì che pseudo imprenditori d’oltre mare sfruttino la balordaggine delle istituzioni governative e l’incapacità valutativa di enti addetti ai lavori (ad esempio il Consorzio Industriale di Nuoro) , per carpire fiumi di denaro a noi fessacchiotti sardi.

Ma veniamo ai fatti. Se parto dall’istanza di fallimento (di cui produco un PDF), scopro che le procedure di attuazione di questa presunta truffa sono talmente palesi da far drizzare i capelli anche a un calvo. E mi chiedo se l’autore di questo disastro sia stato perseguito penalmente.

Torniamo al fatto odierno che riguarda la vendita all’asta di immobile e impianti, mentre voglio ricordare con tristezza la sorte dei circa 100 dipendenti che stanno invocando qualche santo perché la vertenza si risolva con il riavvio della produzione.
C’è, però l’inghippo che riguarda le offerte d’asta pervenute al curatore fallimentare e che hanno presumibilmente cancellato le speranze degli operai. Intanto diciamo che dalla Sardegna nessun imprenditore (o cordata di imprenditori) si è proposta per l’acquisto. A far cordata invece, s’è proposto un nucleo di imprenditori piemontesi, oltre a una multinazionale nipponica. Già, proprio il Giappone.

L’asta si è chiusa in pochi minuti: Alcune offerte a rilancio da parte della cordata piemontese e in fundo, il rilancio stellare della multinazionale giapponese che si aggiudica l’oggetto d’asta.

La cosa potrebbe anche essere positiva, se non altro perché il colosso neo proprietario garantirebbe il posto di lavoro ai malcapitati operai nuoresi. Ma il “colosso” dichiara che a Nuoro la produzione non verrà ripristinata, perché gli impianti saranno trasferiti in uno dei Paesi dell’Est Europa, dove la mano d’opera ha costi nettamente più bassi.
Mentre la cordata piemontese avrebbe garantito l’assunzione di 25 dei cento dipendenti speranzosi, che ora sotterreranno l’ascia di guerra. Capitolo chiuso.

La Nuova Sardegna di oggi 16 Marzo 2016 ha dato notizia dell’avvenuta chiusura d’asta. Una notizia che mi ha lasciato perplesso circa la conduzione dell’economia isolana attraverso fughe di capitali con investimenti sballati. O premeditatamente architettati?

Questo invece è il link dell´articolo della Nuova Sardegna dell´8 Marzo 2016
http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/03/08/news/l-ultima-chiamata-per-l-ex-idea-motore-1.13091992?refresh_ce

ECCO IL TESTO DELL´ARTICOLO:
Una cordata di imprenditori piemontesi pronta a riavviare lo stabilimento Am Italia: assunzione immediata di 25 operai – (di Stefania Vatieri) NUORO.

Una cordata di piemontesi parteciperà all’acquisto dei macchinari di Am Italia, ex Idea Motore, per riavviare la produzione di motori elettrici per lavatrici a Pratosardo. Quando ormai tutto sembrava perduto, ecco che all’improvviso spunta fuori l’ultimo appiglio per sperare nella resurrezione della fabbrica nuorese, dichiarata fallita a metà luglio dello scorso anno.

Obiettivo dei manager subalpini: l’assunzione immediata di 25 ex operai, un turno di lavoro e la produzione di 1.600 motori al giorno con margini di crescita – così dicono. Tutto perfetto, se non fosse altro che all’asta del 15 marzo a Brescia parteciperà anche un secondo concorrente, interessato più che altro all’acquisto dei macchinari e men che meno al possibile futuro della fabbrica nuorese.

La notizia è giunta presto alle orecchie degli ex operai, in un momento in cui oltre l’80 per cento di loro sta con l’acqua alla gola, percependo a singhiozzi qualche euro dalla mobilità in deroga, mentre sei di questi da più di due anni vivono con un reddito pari a zero, ultra cinquantenni e fuori da tutti gli ammortizzatori sociali.

«Siamo pronti a picchettare la fabbrica – spiegano Olì Pala e Simone Satgia, portavoci degli 80 ex operai di Am Italia –. Questa è davvero l’ultima speranza e siamo pronti a tutto perché si realizzi – commentano –. Facciamo un appello al presidente della Regione e a tutte le istituzioni cittadine perché si battano al nostro fianco affinché sia tutelato il diritto al lavoro. Non intendiamo far uscire i macchinari dalla fabbrica prima che sia tentata anche quest’ultima strada» intimano duramente gli ex operai.

L’altro ostacolo da superare riguarda il capannone. Passato alla banca per compensazione fallimentare ed attualmente messo all’asta dal tribunale di Nuoro, al quale – fanno sapere i manager piemontesi – parteciperanno non appena verranno comunicate le date e le modalità. La travagliata storia della fabbrica nuorese di motori elettrici per lavatrici – Idea motore – inizia nel gennaio del 2001.

Una Spa, società per azioni, con sede legale a Brescia e stabilimento di produzione e stoccaggio a Nuoro, nella zona industriale di Pratosardo appunto. Il sogno industriale nuorese era tutto lì, in quel capannone che aveva dato lavoro a poco meno di un centinaio di persone, l’80 per cento donne, in un territorio dove i tassi occupazionali sono tra i più bassi d’Italia e quelli femminili ridotti all’osso.

Nel giro di qualche anno dai venti dipendenti iniziali a tempo indeterminato in breve tempo si arriverà a ottanta, con ritmi produttivi ai massimi livelli e tripli turni di lavoro per smaltire le numerose commesse. Fino al fallimento del 2008, anno in cui si affaccia lo spettro dello crisi. Ma a scongiurare la catastrofe fu la società bresciana Am Italia, che prese in affitto gli stabilimenti e i macchinari dell’azienda di Pratosardo, assumendo a tempo indeterminato undici lavoratori che hanno portato avanti a stenti la produzione fino a giugno scorso.

Poi l’ennesimo fallimento. «Ora, le strade percorribili sono due – sottolineano gli ex lavoratori Am Italia –,

       operai-idea-motore-spa

una è lasciare che i macchinari vengano venduti e portati via dal capannone senza battere ciglio, l´altra invece parla di ben 80 ex operai che chiedono a gran voce che gli venga restituita la dignità attraverso il lavoro.

Questo è possibile solo sostenendo questi imprenditori piemontesi che hanno tutte le intenzioni di investire nuovamente e concretamente nel territorio – aggiungono –. Venerdì 11 ci sarà l’apertura delle buste con le proposte d’acquisto, in una di queste è scritto nero su bianco l’intenzione di riavviare la fabbrica nuorese. Aspetteremo impazientemente l’esito dell’asta, siamo pronti a presidiare notte e giorno la fabbrica per non permettere che i macchinari vengano portati via».

(di Gianni Nachira)

Documenti allegati:

 QUI ALLEGATO IL FILE IN PDF DELLA BASE D´ASTA. SI POSSONO LEGGERE NOTIZIE INTERESSANTISSIME CHE DANNO L´IDEA DI COME STANNO LE COSE E DEI RISVOLTI OSCURI DI UNA VICENDA INDUSTRIALE NATA PER FALLIRE

Tribunale di Brescia -Sezione fallimentare –  

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