IL PARADISO BUDELLI ANCORA A RISCHIO

IL PARADISO BUDELLI ANCORA A RISCHIO 

(articolo del 9/03/2016 di Gianni Nachira)

Innanzitutto è il caso di definire con chiarezza che cos’è il WWF
(dal sito web http://www.wwf.it/chi_siamo/)

Lavoriamo per portare avanti quei processi di cambiamento che permetteranno a noi e ai nostri figli di vivere in armonia con la natura.

Il World Wide Fund for Nature è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi.

Oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo con il loro aiuto permettono al WWF di sostenere la sua sfida: oltre 2.000 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità e per creare un mondo dove l’uomo possa vivere in armonia con la natura.

L’associazione è strutturata in uffici nazionali che operano nei singoli Paesi in modo indipendente ma in coerenza con i programmi e gli obiettivi posti dal WWF Internazionale. Oltre alle sedi nazionali il WWF opera anche attraverso “Uffici di programma” mirati alla realizzazione di specifici progetti di conservazione spesso transnazionali. a sede del WWF Internazionale è a Gland, in Svizzera.

WWF PANDAIL WWF ITALIA

Il WWF è presente in tutta Italia con una rete capillare di operatori e volontari che operano a livello regionale e in associazioni e comitati locali. Tu puoi farne parte. Ecco l’elenco delle regioni con i relativi siti.

IL WWF IN SARDEGNA
WWF MONTE ARCOSUDal 1976 il WWF Sardegna opera per salvaguardare l’immenso patrimonio naturale e culturale dell’isola, promuovendo, anche attraverso l’attività delle proprie sezioni, iniziative di sensibilizzazione e conservazione diretta sul territorio. Basti pensare ai numerosi progetti di salvaguardia di alcune rare specie animali come la foca monaca, il grifone, il cervo sardo, il daino, l’aquila reale, la gallina prataiola e il gabbiano corso. Sul territorio regionale il WWF opera attraverso l’ Ufficio Programma Mediterraneo per Sardegna e Corsica, cinque sezioni dislocate in altrettante località dell’isola e numerosi gruppi attivi.
Acquistando nel 1985 i 3.000 ettari della foresta di Monte Arcosu, il WWF ha contribuito in maniera concreta alla salvaguardia di uno degli ultimi habitat naturali del cervo sardo, specie minacciata d’estinzione, soprattutto a causa dell’incessante attività dei bracconieri. Oggi, quella di Monte Arcosu, rappresenta la più estesa riserva del WWF Italia.
E’ l’esempio più significativo di come un’area protetta possa diventare un’occasione di sviluppo economico e sociale per le popolazioni della zona: nella riserva lavorano guardie, guide, operai e alcune cooperative locali che si occupano della produzione di miele e altri prodotti naturali.
E’ proprio partendo da questo esempio che il WWF Sardegna si batte perché nell’isola vengano istituiti nuovi parchi.
A questo proposito va ricordata la Campagna per l’istituzione del Parco Nazionale del Gennargentu in applicazione alla Legge Quadro Nazionale sulle Aree Protette, oppure i numerosi interventi per sollecitare l’Amministrazione regionale nell’attivazione delle procedure per l’istituzione di ben otto parchi regionali. Nell’ambito della campagna per il parco del Gennargentu il WWF ha gestito importanti progetti legati allo sviluppo socio-economico della aree interne.
Negli ultimi anni, il WWF ha intensificato la propria attività per la salvaguardia degli ambienti costieridell’isola, vera risorsa per il turismo e lo sviluppo della Sardegna, sempre più minacciati dall’invasione del cemento e da fenomeni di erosione e degrado. A tale scopo, dal 1998, ogni anno viene condotta una campagna di monitoraggio aereo grazie alla collaborazione della Guardia di Finanza. Di notevole importanza è il contributo offerto dall’Associazione nell’attività educativa presso le scuole di ogni ordine e grado.

Da questo spunto, traggo alcune considerazioni:
•IL WWF E’ UN ORGANIZZAZIONE MONDIALE
•L’ITALIA HA UNA PROPRIA IDENTITA’ NEL WWF E RISPONDE ALLE NORME DEL World Wide Fund for Nature.
•I WWF PRESENTI IN TUTTE LE REGIONI SONO DIPENDENZE DEL WWF ITALIA.

Dopo questo incipit, vengo al dunque, pubblicando l’articolo apparso oggi 9 Marzo 2016 ne “LA NUOVA SARDEGNA”:

LA MADDALENA, PARTITA LA COLLETTA PER COMPRARE BUDELLI

BUDELLI - La Nuova SardegnaGli alunni della scuola di Mosso hanno aperto un conto e una pagina Facebook. Il Wwf partner dell’iniziativa per non lasciare l’isola ai privati di Serena Lullia.

OLBIA.
COLLETTA PER bUDELLILa colletta per Budelli è partita. I bambini della scuola media di Mosso hanno attivato la raccolta fondi per comprare l’isola rosa e farne il paradiso dei ragazzi. A sostenere la loro iniziativa c’è anche il Wwf, con cui hanno sottoscritto un protocollo di intesa. L’associazione per la difesa dell’ambiente e degli animali farà da garante alla campagna di crowdfunding. A mettere la firma sul documento che impegna il Wwf a sostenere la colletta della scuola la presidente Donatella Bianchi, che con la Gallura ha un rapporto d’amore di lunga data.
Wwf per Budelli. «Una sfida che ci ha conquistato fin dal primo istante – ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia –. Salvare l’isola di Budelli, farlo sostenendo un progetto didattico di giovani studenti di montagna è il regalo più bello che potessimo aspettarci per celebrare il cinquantesimo anniversario del Wwf Italia. Come fu per Monte Arcosu e il cervo sardo tanti anni fa, oggi siamo pronti a mobilitare ancora tutti i nostri soci e sostenitori per proteggere un altro angolo di paradiso sardo, per farne questa volta una oasi Wwf blu, nel cuore del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, in pieno santuario Pelagos».
I ragazzi panda. Per fare questo importante passo e dare il via alla colletta per l’isola la II B di Mosso si è costituita in “Panda club -Budelli, l’isola dei giovani”, entrando così a far parte a pieno titolo del Wwf Italia. La scuola si impegna per il futuro a coinvolgere altre classi per dare continuità al progetto.
Il conto corrente. Sulla pagina Facebook “Non si s-Budelli l’Italia”, la scuola di Mosso ha pubblicato le coordinate bancarie per partecipare alla colletta per Budelli. Il conto è IT 23G0200805016000010232179; beneficiario WWF per scuola media Mosso II B Budelli; Bic: UNCRITM1B9. L’obiettovo è raccogliere 3milioni di euro.
Verso l’asta. La raccolta fondi è stata organizzata per partecipare alla nuova asta di Budelli. L’isola appartiene alla Immobiliare Gallura, società ormai fallita, che l’ha messa all’asta per poter pagare i creditori. Dopo la rinuncia del banchiere neozelandese Michael Harte a comprare l’isola per tre milioni di euro, il paradiso dell’arcipelago potrebbe ritornare all’asta. Ma c’è anche una altra opzione. I creditori hanno chiesto al giudice di trattare direttamente la vendita con il Parco. L’ente verde aveva già versato i 3 milioni di euro quando aveva esercitato il diritto di prelazione, poi giudicato illegittimo dal tribunale. Pagate anche le spese di registrazione di oltre 250.000 euro.
Budelli riserva.
Se l’iniziativa del Wwf e dei ragazzi andasse in porto Budelli potrebbe entrare a far parte del circuito delle oasi del Wwf Italia composto da 110 aree di cui cinque riserve naturali dello Stato, un’ area marina protetta, 78 Siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale.

LE MIE CONSIDERAZIONI

spiaggia BudelliIl paradiso Budelli ancora a rischio

C’è da domandarsi –ed è del tutto lecito- se in questa iniziativa ci siano i presupposti che garantiscano alla Sardegna la proprietà unica ed esclusiva, piuttosto che sia affidarla alle cure di un WWF che di sardo non ha niente e che diventerebbe “proprietario” di un bene inalienabile, si, ma sempre iscritto nel patrimonio dell’Associazione WWF ITALIA.
Qui non si tratta di un circuito delle oasi affidate al WWF, con tutti i benefici (finanziamenti delle Regioni, Ministero dell’ambiente, Unione europea ecc…), bensì, è un acquisto vero e proprio di un bene soggetto a trascrizione di proprietà, che il Tribunale Fallimentare di Tempio cede all’acquirente (WWF) a un prezzo preventivamente concordato.
Diversa dunque la realtà Budelli. Infatti, mentre altre “oasi protette” vengono affidate al WWF da Regioni o Stato per gestirle e per realizzare progetti specifici, Budelli cosa diverrebbe? Elementare Watson: Una proprietà del WWF.
Personalmente sono dubbioso circa la genuinità del progetto WWF e scuola media di Mosso, perché ha tutta l’aria di una forte connivenza di interessi a beneficio di una espansione del patrimonio con l’acquisizione di un bene tutto Sardo che, in fondo, ha un valore… di <poco conto>… inestimabile.
E noi che facciamo? E la Regione che fa? E le forze politiche cosa fanno? Semplicemente lasciano fare, perché, del resto, anche la politica sarda è italiana, appartiene all’Italia, è prezzolata dallo Stato che ha tutto l’interesse, a quanto pare, di impoverire sempre più questo popolo, di annientare il valore intrinseco di una terra che è stata destinata a scopi di sfruttamento, come traspare dagli eventi di questi ultimi tempi.
Alla gentile signora Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, rivolgo una semplice domanda:
Ha valore più il suo rapporto d’amore” con la Gallura, o p più significativo e degno del massimo rispetto l’amore che i Sardi hanno per la loro Isola?
A questo punto sarebbe meglio che il Presidente del Tribunale di Tempio ri-valutasse la proposta di acquisto formulata a suo tempo dall’Ente Parco di La Maddalena e poi respinta, che portò avanti il progetto rivendicando il diritto di prelazione e versando 3.000.000 di euro oltre a 250.000 euro per spese giudiziarie.
Quanto meno, l’Ente Parco è più Sardo del WWF.
Ancora una cosa mi lascia perplesso ed è l’iniziativa della scolaresca di Mosso, bambini, che mai da soli avrebbero potuto mettere in atto un sistema così complesso. Chi sta muovendo le fila per far sì che WWF si appropri di un pezzo da novanta della nostra Sardegna? Chi, con fare mediatico sfrutta ingenuità e buona fede di una scolaresca di bambini? Dire qui gatta ci cova è ben poca cosa, mentre dentro le righe leggo significati molto più dolorosamente manfrinici.

(di Gianni Nachira)

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