APPALTI PUBBLICI AL BANDO

APPALTI PUBBLICI

(di Gianni Nachira  – 4/08/2015)

appalti-in-sardegna1-349x218_c1NO, non sto parlando di un bando di gara per un pubblico appalto… No. Letteralmente metterei al bando gli appalti.

Non esiste luogo al mondo, dove la corruzione non abbia mietuto le sue vittime e dove non abbia coinvolto Enti, imprese, Industrie, Banche, Privati. Ci sarebbe da restare inorriditi davanti alla enorme quantità di corrotti che la Società moderna partorisce: Mostri senza nome e senza volto, nascosti dietro le autoritarie forme istituzionali, sempre in combutta con gli affari… Pardon, con i malaffari.

C’è da chiedersi se ci sia o meno un rimedio… Il rimedio. Se qualcuno dovesse dirmi: “Si”, risponderei: “No”. E sarebbe un “no” fermo, duro, definitivo.

Le ragioni dell’impossibilità di risolvere il dramma (il dramma mondiale della corruzione), le troviamo nelle logiche dell’ascesa al potere (sempre di tipo economico) di uomini corruttibili che a tutti i livelli, in tutte le classi sociali, si fanno avanti con arroganza, con la volontà di mettere in atto colpi su colpi da infierire ai sottomessi popoli. Se così non fosse ci troveremmo di fronte a una Società sana. Invece ovunque regna la legge del potere, anche nei piccoli Paesi; E perché no? Anche in Italia, Sardegna inclusa.

Forse l’Italia possiede il primato in fatto di corruzione. Essa è come una ragnatela che estende il suo velo su tutto, compra tutto, uomini, cose, istituzioni. I quotidiani e i telegiornali diffondono ogni giorno notizie inerenti la corruzione che le Forze dell’Ordine svelano nella loro lotta al crimine.

La Sardegna non è da meno (l’ho affermato prima) ed è dichiaratamente coinvolta in giochi di potere, laddove fluttuano, in appalti di ogni sorta, sorte di capitali. Sino a quando non si imporrà, primo su tutti, il valore dell’onestà; E sino a quando (e questo è possibile in Sardegna) il Governo Regionale non si imporrà di dire basta ai ricatti da una parte e al profumo di denaro sottobanco dall’altra, le cose continueranno a restare così’ come sono: CORRUZIONE AD OLTRANZA.

Nella mia visione di ONESTA’ governativa, c’è un orizzonte che mostra chiaro un traguardo da raggiungere, possibile solo attraverso l’applicazione di severe norme che regolino il mercato degli appalti.

Noi Sardi abbiamo, rispetto al resto del mondo, un potere che ci è dato dallo Statuto di regione autonoma il quale ci consente di legiferare in merito. Dettare norme nuove severe vincolanti è possibile. Di fatto sarebbe possibile realizzare un sistema impeccabile nella gestione dei bandi di gara, nella determinazione dei requisiti validi che un’azienda deve possedere perché venga ammessa alla gara; Alla ricerca obbligata di aziende e imprese Sarde che abbiano capacità e requisiti per partecipare alle gare; Al divieto di fare appaltare lavori con diversificazione settoriale ad un’unica impresa; Al divieto di subappalto.

Sopra tutto, queste due ultime voci sono l’asse portante di un sistema rivoluzionario di concezione d’appalto. Su questi due punti tornerò volentieri a parlare, con un progetto di legge ad hoc, che se auguratamente dovesse trovare approvazione, determinerebbe la fine della corruzione, l’abbattimento dei costi per le amministrazioni locali, nonché la morte degli appalti gonfiati.

AH! E non di minore rilievo, il lavoro alle imprese Sarde. Già, perché se le nostre imprese lavorano, creano anche occupazione, quindi buste paga e cioè… Benessere per i lavoratori di casa Sardegna.

Gianni Nachira

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